Il bilanciere atlas

La tecnica

Il telaio

Acciaio per la resistenza e alluminio per la leggerezza

La trasmissione

Sistema di trasmissione rubato alla meccanica di precisione

L’elettronica di controllo

Acciaio per la resistenza e alluminio per la leggerezza

Il design

Sobrietà ed eleganza le parole d’ordine

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Acciaio per la resistenza e alluminio per la leggerezza

Il telaio è in acciaio strutturale per resistenza e durata indiscusse, un pattern di forature è stato appositamente studiato per ridurne il peso senza intaccare la resistenza.
Gli elementi in movimento sono in alluminio, disegnati per garantire rigidezza sotto carico e distribuire equamente i carichi sulle guide verticali.
Le guide orizzontali sono forate internamente per ridurre l’inerzia nelle fasi acceleranti e deceleranti del moto.
Per il bilanciere ci siamo spinti anche oltre, adottando la fibra di carbonio: rigidezza e resistenza simili a quelle dell’acciaio, ma con un quinto del peso.

Un cuore da oltre cento battiti al secondo

Il cuore dell’applicazione è l’elettronica di controllo, che raccoglie, elabora ed invia segnali in pochi millesimi di secondo.
Si avvale di due encoder e due celle di carico per leggere l’attività dell’atleta e restituirgli la risposta opportuna.
Di default l’elettronica gestisce i due motori indipendentemente per riprodurre il comportamento del bilanciere libero.
Viene inoltre monitorata l’inclinazione del bilanciere, e arrestato l’esercizio se questa supera un valore di soglia.
All’occorrenza si può impostare un funzionamento del tipo «smith machine»: il bilanciere si muove orizzontalmente in qualsiasi condizione di carico.

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Sistema di trasmissione rubato alla meccanica di precisione

Come il bilanciere libero si muove fluidamente senza attriti, altrettanto abbiamo ottenuto con Atlas. Lo scorrimento delle parti in moto è affidato a cuscinetti lineari a ricircolo di sfere, che garantiscono fluidità di movimento grazie al bassissimo coefficiente di attrito.
La trasmissione di potenza è affidata a cinghie dentate, che garantiscono sincronismo preciso fra la rotazione del motore e la traslazione del bilanciere. Le cinghie fungono inoltre da fattore di sicurezza: il carico di rottura è oltre 5 volte il carico di progetto.
Ulteriore contributo alla sicurezza e alla qualità di funzionamento è il contrappeso opposto alla trasmissione. Basta un dito per muovere tutto e, in caso di guasto, nulla può cadere e colpire l’atleta.